Legambiente

Legambiente è pronta a lanciare la sfida al governo, presentando 15 proposte per la legge di Bilancio 2017. L’obiettivo principale è quello di andare a togliere privilegi a tutti coloro che vivono di rendita sul consumo di suolo, sull’inquinamento legato alla cattiva gestione dei rifiuti e sull’utilizzo di acqua e le spiagge che sono un bene comune. Con questi importanti tagli si potrebbe andare a ricavare fino a 2 miliardi di euro all’anno, soldi che potranno poi essere destinati a un’economia sempre più competitiva e soprattutto più sostenibile. Con questi soldi si progetta di riqualificare la stessa energia, di tutelare il patrimonio edilizio italiano a livello antisismico, recuperando anche i terreni agricoli che sono ormai abbandonati. Il tutto è legato alle possibilità mal gestite che sono invece in grado di creare non solo lavoro ma anche diverse opportunità.

La presidente di Legambiente, Rossella Muroni, ha infatti spiegato che vi è modo di per far ripartire la domanda interna e spingere così in modo concreto il made in Italy soprattutto all’estero. Il tutto si può riscontrare, come spiega lei “Nell’innovazione energetica, nell’economia circolare, nella qualità dell’offerta turistica, nella valorizzazione delle città, nella diffusione dell’agricoltura biologica”.

Le 15 proposte di Legambiente per una green economy

La richiesta appare dunque molto più semplice di quanto si possa pensare: si vuole lanciare una serie di investimenti che possano concentrarsi nel recupero urbano delle periferie, passando alle fonti rinnovabili, che conducano così verso una finanziaria rigorosamente green. Tra le 15 proposte presentate vi è il progetto di fissare un canone minimo in tutta Italia per l’attività estrattiva (che sia pari almeno al 20% dei prezzi di vendita dei materiali che si ottengono), portare il canone di prelievo delle acque minerali almeno a 20 euro per metro cubo e ancora introdurre un contributo da pagare per il consumo di un terreno negli interventi edilizi. Questa manovra dovrà essere a impatto fiscale zero, trovando le risorse andando a cancellare le asimmetrie che esistono con l’Europa. Ciò significa che sarà importante adeguare le tariffe per l’uso di quei beni comuni.

Questa finanziaria verde quindi punta completamente a introdurre un’ecotassa per scoraggiare la discarica, per riuscire ad allinearsi con gli standard europei in merito all’estrazione di idrocarburi. Qualora dovesse andare in porto si potranno utilizzare i risparmi per rilanciare completamente la mobilità sostenibile, le bonifiche e soprattutto la riqualificazione antisismica che mai come ora è un argomento fondamentale per il nostro Paese.